Fine vita nelle Marche: stop all'ostruzionismo ideologico della Giunta regionale

Fine vita nelle Marche: stop all'ostruzionismo ideologico della Giunta regionale

Le Marche sono la terra di Federico Carboni e Fabio Ridolfi, due figure straordinarie che hanno segnato la storia del diritto al fine vita in Italia. Nonostante il valore delle loro battaglie e la storica sentenza della Corte Costituzionale (n. 242/2019), la nostra regione si trova oggi in uno stato di inaccettabile immobilismo. Manca ancora una legge regionale capace di garantire tempi certi e modalità chiare per l'accesso al suicidio medicalmente assistito.

L'assenza di un quadro normativo si traduce in una drammatica violenza burocratica ai danni dei malati. Le persone sono lasciate sole, costrette ad affrontare calvari amministrativi o, peggio, a subire sofferenze e pratiche invasive che una legge regionale potrebbe evitare. Al di là delle personali convinzioni, la libertà di scegliere come affrontare il proprio fine vita è un diritto civile fondamentale che deve essere garantito a tutti.

L'Associazione Luca Coscioni, con l'Associazione Radicali Marche costantemente al suo fianco, continua a sostenere i cittadini che chiedono semplicemente l'applicazione di un diritto già sancito dalla Consulta. Eppure, la proposta di legge d'iniziativa consiliare resta colpevolmente bloccata in Consiglio regionale a causa dell'ostruzionismo ideologico della destra di governo. Un atteggiamento fondamentalista che stride fortemente con quanto avvenuto in altre regioni, come il Veneto guidato da Luca Zaia, dove il centrodestra ha dimostrato pragmatismo e rispetto della dignità umana.

Quante altre storie di sofferenza dovremo raccontare prima che la Regione Marche si decida ad approvare una legge di civiltà e di buon senso?

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