STOP TASSA ETICA
Stop tassa etica, unisciti
STOP TASSA ETICA: Per un fisco equo e uno Stato veramente laico
La nostra concezione di politica si fonda sulla ferma convinzione che le istituzioni debbano garantire libertà, trasparenza e vicinanza alle reali esigenze delle persone, respingendo ogni forma di moralismo di Stato. È con questo spirito, e con l'obiettivo di difendere i princìpi fondamentali del nostro ordinamento, che sosteniamo con forza la proposta di legge per l'abolizione della cosiddetta “tassa etica”. Un traguardo fondamentale di civiltà giuridica che richiede, oggi più che mai, l'impegno e la partecipazione di tutti i cittadini che si riconoscono in una visione laica e anti-ideologica.
Una tassa discriminatoria: il fisco come giudice morale
Introdotta nel 2006, la "tassa etica" impone un’addizionale IRPEF e IRES del 25% sui redditi derivanti da attività del settore pornografico. Si tratta di una vera e propria imposta punitiva che si somma agli oneri ordinari per chi opera in un ambito lavorativo pienamente lecito. Questa misura determina un trattamento fiscale profondamente discriminatorio: non si basa sulla reale capacità contributiva del cittadino, bensì su una valutazione puramente morale del contenuto dell'attività svolta.
In questo modo, lo Stato si trasforma da garante dei diritti a strumento di giudizio etico e di stigmatizzazione sociale, colpendo lavoratrici e lavoratori non per quanto guadagnano, ma per ciò che producono.
La difesa della Costituzione e dello Stato di diritto
La nostra iniziativa mira all'abrogazione totale di questa misura (Art. 1, comma 466, L. 266/2005), per ripristinare un sistema tributario che sia equo, neutrale e coerente. L'attuale assetto si pone infatti in netto contrasto con i pilastri della nostra Costituzione:
- La laicità dello Stato: che impone un'assoluta neutralità rispetto alle scelte morali individuali.
- L’uguaglianza fiscale: che vieta discriminazioni arbitrarie e ingiustificate tra i contribuenti.
- La libertà di espressione: un diritto inalienabile che non può essere limitato o sanzionato tramite la leva fiscale.
- Il principio di capacità contributiva: secondo cui ciascuno deve contribuire alle spese pubbliche rigorosamente in proporzione al proprio reddito.
L'abrogazione di questa addizionale non comporterà peraltro alcun onere per la finanza pubblica, eliminando semplicemente una norma dal gettito irrilevante, ma che rappresenta un precedente pericoloso nell'uso delle tasse come strumento di controllo morale.
Il tempo stringe: unisciti alla nostra battaglia civile
Oggi abbiamo l'opportunità di scrivere una nuova pagina per i diritti civili ed economici del nostro Paese, rifiutando l'idea che lo status quo sia immutabile. Tuttavia, il tempo a nostra disposizione è agli sgoccioli: mancano ormai solamente 2 giorni al termine della raccolta firme. L'urgenza è massima e non ammette rinvii.
Se anche tu credi nella necessità di un’alternativa liberale e radicale, se desideri difendere lo Stato di diritto ed evitare che il fisco diventi uno strumento etico, questo è il momento di agire. Le sfide più significative meritano di essere affrontate insieme.
Firma qui:
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